domenica 15 marzo 2015

Tutto è cominciato un anno fa....




Un anno fa ho fatto un colloquio di lavoro per un'azienda importante (meglio non fare nomi).
Mi ero preparata psicologicamente, ho curato il look in modo da non sembrare "una barbona" (ho sempre il terrore di sembrarlo) e mi sentivo sicura di potercela fare.
Non è andata bene.
Forse non ho saputo giocare bene le mie carte, probabilmente a quella selezione partecipavano delle persone più qualificate di me (magari anche libere da impegni familiari..).
Potevo cadere nella depressione (avevo bisogno di un lavoro), ma ho incassato il colpo,  da quel momento il mio mantra è  diventato "sono loro che perdono me, non io che perdo loro".
Quel fallimento mi ha fatto capire una cosa importante: non posso pensare di relegare la mia creatività al solo ambito lavorativo.
La creatività è importantissima per me, se non lo fosse non avrei certo seguito il percorso di studi che ho fatto e mi sarei accontentata di lavori più sicuri e monotoni.
Fare ogni giorno un'attività che mi permetta di concretizzare le mie idee è una delle cose (oltre alla mia famiglia) che mi rende più felice e appagata , e se non posso farlo sul lavoro devo trovare il modo di occuparmene nel tempo libero, anche senza guadagnarci nulla, anche se le mie creazioni non piacciono a nessuno (oltre a mia madre e a mia sorella).
E' stata questa la scintilla che mi ha portata ad aprire il mio blog, avevo bisogno di un impegno fisso su cui riversare la mia fantasia, anche senza fare grandi cose (tipo il vestito che vedete nelle foto di oggi), solo per il piacere di creare e per tenermi in allenamento (il mio attuale lavoro non prevede la realizzazione di cartamodelli su carta).
Non ce l'ho con l'azienda che mi ha scartata (se dovessero richiamare domani ci farei un pensierino), anzi quel no mi ha permesso di crescere e diventare più sicura di me stessa, ed in fondo il pensiero di essere stata presa in considerazione è già una piccola soddisfazione.



domenica 8 marzo 2015

Avrei delle domande.........


In queste giornate di fine inverno mi capita di pormi questa domanda:
Come fanno le fashion blogger a farsi fotografare in esterno indossando look estivi mentre le temperature della location sono praticamente sotto zero? Avranno l'antigelo nelle vene? Avranno un'assistente con cappotto sotto braccio e thermos di the caldo in mano pronto ad intervenire  fra uno scatto e l'altro?
Mi piacerebbe proprio saperlo, perché avrei un'altra domanda:
Perché se solo penso (e sottolineo penso) di indossare una giacca un po' meno pesante mi prendo una bronchite?
Mi ritengo fortunata, la protagonista delle mie foto è Luisa (il mio manichino), se durante quest'inverno avessi fatto io da modella per le mie creazioni ora sarei in un sanatorio.







domenica 1 marzo 2015

non si butta via niente!


Questo è un periodo di piccoli e grandi cambiamenti.
Ho cambiato ufficio, sono stata spostata in un'area dell'azienda (forse) più congeniale alle mie capacità.
Sto lavorando ad un progetto importante (sono terrorizzata dall'idea di combinare un gran pasticcio).
Sto progettando dei nuovi capi per la primavera (non so perché, ma mi sento in colpa quando creo qualcosa di primaverile durante l'inverno, forse non voglio far prendere freddo al mio manichino Luisa mentre la fotografo in esterno).
Sto cercando di mettere ordine sulla mia area di lavoro a casa (vediamo se dura più di mezz'ora), e trovandomi fra le mani un pezzo di velluto a costine ho pensato di farci un gilet.
Il tessuto era veramente poco, ma mi dispiaceva buttarlo via e ho faticato parecchio per ottenere il risultato che vedete nelle foto: ho alternato momenti di soddisfazione mentre cominciava a prendere forma, momenti di sconforto quando lo provavo sul manichino, momenti di ansia mentre scucivo tutto e pensavo a come riparare i danni.
Ora guardandolo penso che ne è valsa la pena (anche se avrei potuto stirarlo meglio!)


domenica 22 febbraio 2015

C'è sempre un buon motivo per una camicia


Sembrerò monotona ma ho realizzato un'altra camicia bianca. 
Perché?
Perché c'è sempre un buon motivo per avere una camicia in più nell'armadio, questi sono i miei :
  1. La camicia bianca è il capo basico per eccellenza.
  2. La camicia sta bene con tutto (o quasi), e si presta ad un numero infinito di abbinamenti e di stili.
  3. Una camicia con la giusta vestibilità è un capo comodissimo. 
  4. La camicia è la mia versione personale dell'armatura medievale, quando la indosso mi sento invincibile!
  5. La fase di revisione delle mie basi di camicia non è ancora finita.
  6. Le mie camicie bianche hanno il brutto vizio di entrare in lavatrice avvinghiate a capi che stingono (giuro non è colpa mia!, del mio bucato si occupa un'altra persona).
  7. Sembra che la camicia sia uno dei pezzi forti della prossima primavera estate (non che la cosa mi cambi la vita, la indosserei anche se fosse fuori moda).
  8. Ultimamente mi sento molto ispirata a disegnare camicie, ci sono buone probabilità che nelle prossime settimane ne pubblichi delle altre.
  9. Ho in casa parecchio tessuto da camiceria e sarebbe un peccato non usarlo.
  10. Come ben sapete vado pazza per le camicie.


domenica 15 febbraio 2015

Una t-shirt in neoprene


 
Avevo del neoprene avanzato dal post "chi ben comincia...." e volevo farne qualcosa prima che finisse l'inverno.
Ero indecisa se realizzare una gonna a tubino o una t-shirt extra large da usare sopra le mie immancabili camicie. 
La scelta è caduta sulla t-shirt perchè ho pensato che l'abito di neoprene dello scorso post può fare da gonna abbinato ad un maglione.
Mi piacciono le sovrapposizioni (forse perchè sono una persona freddolosa) e considero questa t-shirt una simpatica alternativa ai gilet, la userò con i jeans, una camicia bianca e una maglia dolcevita (come dicevo prima sono freddolosa e non dimentico che siamo ancora in inverno!)
Fatemi sapere cosa ne pensate.

domenica 8 febbraio 2015

Un abito beige


Il beige è quello che considero un colore di "basso profilo", solitamente lo uso quando non voglio farmi notare troppo (riesco sempre a non farmi notare, potrei fare l'agente segreto!).
Quando ho pensato a questo abito volevo qualcosa di comodo da usare in ufficio, ma che fosse interpretabile in vari modi. Per questo l'ho fotogafato con una cintura, ma penso anche che quando lo indosserò lo ravviverò con una sciarpa e una collana per dare al look un'aria anni '70.

 

domenica 1 febbraio 2015

Le promesse vanno sempre mantenute!!





Le promesse vanno sempre mantenute, non farlo mette in gioco la nostra credibilità verso gli altri ed il rispetto che abbiamo per noi stessi.
Circa un anno fa promisi alla mia bambina che per quest'anno le avrei confezionato un vestito da principessa per carnevale.
A distanza di così tanto tempo la piccola non se ne ricordava più (ma me ne ricordavo io!), ed è da prima di Natale che studio come realizzare un abito principesco. Non sono un'esperta di abbigliamento infantile, però l'dea di realizzare il sogno della mia bimba mi ha entusiasmato, anche per dimostrarle che gli abiti non si creano con la bacchetta magica.
Prima di tutto ho disegnato il figurino dell'abito (il mio diploma di stilista sarà servito a qualcosa!), e l'ho sottoposto alla mia committente più esigente che ha dato la sua approvazione (non era granché come schizzo e avevo il terrore che non le piacesse).
Realizzare il cartamodello e tagliare la stoffa  è stato abbastanza semplice, più difficile è stato cucire, non per la complessità in sé, ma perché la piccola alternava momenti di gioia e affettuosità, a scene madri in cui urlava la sua rabbia perché non avevo accettato i suoi consigli (dati a caso!).
Con mio grande sollievo ora il vestito è finito, e la cosa che mi rende più felice è lo sguardo soddisfatto della mia piccola principessa quando lo indossa.