domenica 19 aprile 2015

Un cappello a pois


Le prospettive per la serata erano ottime, l'avevo programmata per tutta la settimana, dopo aver messo a nanna la bambina avrei passato una fantastica notte in compagnia della mia macchina da cucire e della mia creatività (cosa si può desiderare di più dalla vita?).
Invece le cose sono andate diversamente......
Dopo aver messo a letto la mia piccola e averle letto la favola della buonanotte sono sgusciata nel mio "ufficio" pronta a realizzare i miei sogni.
Non ho fatto in tempo ad iniziare una cucitura quando ho sentito dei passi dietro di me.
Mi sono bloccata.
Ho sentito il sangue ghiacciarsi nelle vene.
Mi sono voltata lentamente.
Ho visto una figura alta un metro dotata di pigiamino rosa e ciabattine che diceva: "Mamma, io non ci riesco a dormire".
Un respiro profondo, le mani mi tremavano, avevo il terrore di quello che stava per succedere, ma ho cercato di mantenere abbastanza sangue freddo per dire: "Tesoro è ora di dormire, ti accompagno in camera tua e ti leggo un'altra bella fiaba".
Fiaba, coccole, preghierina, bacetti, sembrava che l'emergenza fosse rientrata, ma per sicurezza sono scesa in lavanderia a svuotare la lavatrice, per far passare un po' di tempo intanto che la piccola si addormentava.
Finalmente sono tornata alla macchina da cucire, ma non ho fatto in tempo a sedermi che l'inquietante presenza si è palesata di nuovo dicendo: "Mamma io non ho sonno".
Che fare?Cacciarla nel suo letto sperando che si addormentasse o assecondarla? Metterla a dormire non era servito prima, meglio trovare un'altra soluzione.
"Tesoro, la mamma sta facendo un lavoro importante se vuoi farmi compagnia puoi sederti al tuo tavolino e metterti a disegnare"(speriamo che funzioni, speriamo che funzioni, speriamo che funzioni!).
La piccola ha iniziato a disegnare, ma dopo pochi minuti si è avvicinata a me: "Mamma  mi presti la tua penna?"
"Ecco tesoro, tieni la penna" (tesoro hai mille fra matite e pennarelli perché hai bisogno della mia penna?). 
Il resto del dialogo si è svolto con lei accanto mentre cercavo di completare il mio lavoro.
"Ma cosa stai facendo mamma?"
"Sto cucendo un cappello"
"Per me?"(ecco che fa leva sui miei sensi di colpa per farmi sentire un verme).
"No tesoro, non è per te, ma se sarai brava te lo presterò"(per favore.... lasciami cucire...)
"Puoi farmi un vestito rosa da principessa?"(a questo punto mi sento come  se fossi la madre nella canzone "Profumi e balocchi")
"Certo tesoro, prima dovrò comprare la stoffa rosa giusta per te"(ecco come svicolare le assillanti richieste di una figlia esigente).
"Posso prendere questo?" domanda lei sventolando una striscia di tessuto.
"No tesoro, quello mi serve"(ti prego ....non prenderlo...) "prendi quest'altro" ed ho sventolato a mo' di bandiera bianca un pezzo di tessuto più grosso.
La piccola ha afferrato la stoffa che le ho proposto e ci ha giocato per cinque minuti.
"Ma mamma hai finito?"
"Perché non ci metti un fiore sopra?"
"Mi dai un 'altro pezzo di stoffa?"
"Posso giocare con i tuoi bottoni"(nooo!! i bottoni noo!! dovrò passare il resto della notte a raccoglierli)
"Posso prendere un nastro?" (intanto aveva già svuotato la scatola dei nastri)
"Posso vedere cosa c'è nei tuoi cassetti?"
Le risposte sono state tutte più o meno monosillabiche, non vale la pena di trascriverle.
Nonostante tutto sono riuscita a finire il mio cappello, se non lo trovate di vostro gradimento, provate voi a farne uno più bello con una bambina che vi assilla invece di dormire.